Una casa sulle colline

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Sono Maria Serena, l'unica autrice di questo blog.
Non sono una informatica, non so usare i cookie dunque non ne inserisco e non traccio gli eventuali lettori. Non so se la piattaforma wordpress ne inserisca senza che io lo sappia. Tuttavia se avete qualunque perplessità uscite da questo spazio e, se l'articolo vi interessa, scrivetemi su fB e vi invio il testo con una email.
Grazie per la vostra attenzione. Non so in quale altro modo posso essere utile.
Maria Serena Peterlin

28. Casa nel borgo, e nei sentimenti

La casa scelta e poi acquistata, e che adesso è perfettamente ristrutturata, ci ha riservato sorprese, non prevedibili, non immaginabili o semplicemente non evidenti ai sopralluoghi. Può accadere. L’imprevisto è un pepe della vita. Nulla, tuttavia, può fermare chi ha carattere ed intraprenda, con passione e convinzione, un’impresa, piccola o grande, privata o non. E noi, noi famiglia, siamo proprio così. Del resto quando visiti un possibile acquisto mica ti puoi mettere a svellere le mattonelle. Non possediamo la vista fotonica di Mazinga e nemmeno, come Superman, quella ai raggi X e quindi in grado di attraversare la materia solida dunque non potevamo vedere che, mentre i muri erano solidissimi, il tetto, come gli infissi, in ordine e bisognosi solo di ordinaria manutenzione, esistevano invece antichi problemi nelle condutture d’acqua (definirle arrugginite è un eufemismo) che attraversavano il pavimento della cucina. La casa era sul punto di galleggiare.
Siamo persone determinate, appassionate, un po’ folli ma anche con tante risorse di spirito, di iniziativa, con serie competenze professionali ingegneristiche; aggiungo, senza ipocrita modestia, umanamente intelligenti: appartenenti alla specie dei faber.
E così prima di acquistare avevamo sì visto e valutato, ma abbiamo anche agito come persone che non cercano l’affaruccio, ma un luogo dei sentimenti e dei bei ricordi legati al periodo più bello forse, ma certamente più spensierato della nostra vita. E già mi immaginavo a ritrovare il suono delle campane, i rintocchi dell’orologio che batteva le ore, le voci di un dialetto sincopato e con cadenze antiche, le luci della notte, i voli radenti delle rondini, i colori delle feste con i costumi, le sagre e le fiere: insomma un intreccio tra memorie e stampe del cuore. (https://petritoli.blogspot.com/2012/01/petritoli-un-paese-in-collina.html).
L’imprevisto s’è tuttavia presto palesato riportandoci al ruvido presente. Ruvido come il cemento e i malumori di rapporti difficili.
Succede? E in particolar modo succede, o meglio ti piomba addosso: quando tutto cambia, nulla è più come prima. Quando gli ideali sono, come dire, unilaterali.
All’opera dunque: e le tubazioni furono rifatte: interne, esterne, dentro e fuori alla casa. Tutte. Per l’esterno ringrazieremo sempre il pronto intervento del Consorzio Idrico del Piceno.

lavori esterni, 2018

Abbiamo risolto, raddoppiando e triplicando generosamente le spese previste; abbiamo verificato, ristrutturato dalle fondamenta al tetto, tutto è stato messo a posto.
Abbiamo dato nuova vita agli ambienti ma soprattutto abbiamo avuto la gioia di avere recuperato, ristrutturato e riportato a genuina e naturale realtà un’antica casa dell’800 che altrimenti sarebbe inesorabilmente scivolata verso il degrado che tanti edifici, nei borghi antichi, conoscono.
Quella nostra casa, adesso, ha un carattere che si impone e fa rivivere una storia suggestiva suggerita, oltre che dagli spessi muri, dai locali ben distribuiti anche da una fondamentale e solida struttura nonché dall’esser situata in #Largo_Osteria: un nome , una storia, una vita sociale facile da evocare.
Ogni volta che varco la sua soglia, alla soddisfazione per il lavoro fatto si sovrappone un ritorno al passato; mi pare di vedere i grezzi tavolini di legno, le panche con gli avventori, l’oste che si ferma a scambiare due chiacchiere mentre versa il vino nei boccali: ed è subito Osteria.
Dunque sì, sorprese, non prevedibili, non immaginabili o semplicemente non dichiarate, ma a lavori terminati abbiamo avuto anche piena soddisfazione di aver fatto una cosa (una casa?) decisamente bella dentro e fuori.

la casa. oggi

Anche se nulla sembra essere più come prima, possiamo costatare che tutto ciò di cui ci si prende cura rivive a vita più luminosa di prima.
Non ho avuto la fortuna di nascere in un luogo a cui rimanere legata dai ricordi d’infanzia, da persone care, da atmosfere e suoni e profumi familiari.
Invece mio marito un luogo del cuore lo aveva e lo ha: e lo abbiamo condiviso da subito, come condividiamo la nostra vita. In quelle strade ritrova ancora passi, rintocchi, voci, volti, persone che non si possono cancellare.
Quel luogo è un borgo medievale circondato da colline che le stagioni dipingono, il suo nome è #Petritoli.
Ed è stata solo questa la ragione per cui, dopo aver rinunciato ad altro abbiamo, forse senza pensarci abbastanza e senza far troppi conti, preso una casa nel borgo in cui è nato.

Sono storie che i furbi non capiscono. Ma a che serve essere furbi?
Se attualmente la casa è in vendita è solo per un ulteriore svolta della nostra vita.
Ma una vita senza cambiamenti non l’abbiamo avuta mai. Invece le opere ben fatte rimangono belle e sane e sono simbolo che il passato e il futuro si possono coniugare.

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27. Casa nelle Marche tra il mare e l’Appennino

Le #Marche, in Italia, i Monti Sibillini visti da #Petritoli (Fermo)
Ci sono tante parole per descrivere la bellezza nitida e luminosa di queste immagini 
La caratteristica della Regione Marche è la sorpresa che ci coglie ogni volta che ci affacciamo su questi paesaggi. 
Con uno stesso sguardo si può cogliere un cammino da percorrere dalle campagne e colline, ai piccoli borghi e paesi fino alle case circondate da campi e vigne coltivate con cura. E poi c’è, sullo sfondo, il maestoso Appennino, cantato da poeti antichi e moderni come una nostra comune madre.
Qui la catena dei Monti #Sibillini che percorre, con il suo antico mito della Sibilla, i confini tra Umbria, Marche e Abruzzo.
E dentro ai suggestivi borghi storici il tempo si è davvero fermato: senza nulla togliere al presente possiamo lasciarci prendere dalla magia delle antiche pietre del passato, dai suoi solidi muri, dal nido delle case.

Benvenuti

26. Verso Sibilla

sui Monti Sibillini

Fredda una luce che è da inverno ancora
lascia alle ripe i baleni del gelo.
La nebbia è un cielo che nasconde il sole
ma fremono in attesa dei tuoi passi
anche le pietre.
(Maria Serena)

25. vicino al mare #Adriatico

Le colline delle Marche scendono verso il mare accompagnando il corso dei fiumi.

Il lungomare di queste terre è tutto un susseguirsi di paesi, piccole e grandi città. Luoghi piacevoli e non troppo affollati, molto accoglienti.
Una di queste località si chiama CUPRAMARITTIMA che si trova tra San Benedetto del Tronto e Pedaso.

Il video che propongo qui rappresenta proprio alcune immagini del mare di questa cittadina nel luce del sole invernale.
Ad esempio, appunto, #CUPRAMARITTIMA.

https://youtu.be/PM6oy9OSaD4


27. Un paese e noi


Possiamo anche non parlare dei nostri paesi.

Possiamo non conoscerli. Guardarli distrattamente.
Possiamo anche non trovarli per niente interessanti.
A qualcuno possono non piacere.
La gente se ne va, e se torna lo fa quasi per obbligo.
E poi parla con chi invece è rimasto là e nega.
– Io sono solo nato qui, non ho niente di questo posto 
Poi però se quei luoghi li fotografi per caso
ti accorgi di qualcosa.
O li guardi per caso in una luce diversa
e cominci a pensare.
Ti accorgi che anche se non ci sei nato
e se lì non ti conoscesse nessuno,
e anche se probabilmente non ti ci fermerai
e non ci abiti,
anche se continuerai a pensare
di preferire altri luoghi…
hai bisogno di sapere che, casomai,
quel paese è ancora lì.

24. Tra mare, monti e colline: le Marche

Tra queste colline si adagiano paesi, borghi medievali, casali, cascine e piccole case rurali: sono le realtà di una regione, le #Marche, dove sembra che nessuno spazio sia disabitato, eppure si trova spazio per tutti.

23. La casa di via Osteria

Questa è attualmente la nostra casa a Petritoli, dopo lungo e faticoso lavoro non soltanto di ristrutturazione, ma anche di restauro di elementi di pregio preesistenti e molto antichi, ma che la patina del tempo e l’incuria avevano fatto sparire.

Guarda il VIDEO https://youtu.be/NEDoMiBgEf4

22. Case in collina, a Petritoli

PETRITOLI – MARCHE – ITALIA

Questa immagine è stata scattata in un mese di Gennaio. L’aria è limpida e il borgo, illuminato dal sole, si può vedere già dalla vallata, la Val d’Aso che dà il nome anche alla strada provinciale che, partendo dal Mare, a Pedaso, si inoltra nell’interno fino ad arrivare ai Monti Sibillini, ossia l’Appennino che divide le Marche dall’Umbria.
Come scrive Riccardo Ricci nel suo Romanzo Le Ricordanze :
Petritoli ha un aspetto singolare e si fa riconoscere subito, anche da lontano, dall’alta torre sagomata come un minareto e apparentemente tanto più alta di quanto in realtà non sia, piantata com’è proprio in mezzo e sulla cima del paese.
Non c’è da sorprendersi che molte persone arrivino da tutto il mondo per conoscere questi luoghi che sono belli in tutte le stagioni, ma in estate si colorano e ravvivano di feste, eventi, sagre ma anche matrimoni di giovani sposi che vengono appositamente in Italia, nelle Marche, a Petritoli.

21. Ma non è solo nostalgia

PERGOLA uva fragola 5La casa in campagna è stata venduta. Non è stato un tradimento o una rinuncia, ma una necessità, una di quelle che attraversano la vita in cerca di soluzioni.
La casa adesso manca; ma non è nostalgia, altrimenti dovrei dire che tutta la mia vita è nostalgia. Manca perché anche per la casa la mia vita è stata costruzione, immaginazione, esperienza, desideri e anche fantasia.
Posso dire che sia stata una costruzione perfetta.
Posso dire che anche quello che doveva essere e non è stato ha avuto un senso, una vita, un compimento.
Oggi, ad ogni passaggio di mese e stagione, penso alla casa e a come mutavano i suoi colori, gli odori, i movimenti del vento, i rumore della pioggia e il profumo della terra. Penso al cado abbraccio del sole che mi avvolgeva, d’estate, ogni volta che uscivo nella loggetta e iniziavo a scendere quei sedici gradini di mattoni e cemento.
E penso ai panni che stendevo al sole e l’aria asciugava muovendoli come bandiere.
E poi quella casa era Natura, era madre. Come si può dimenticare una madre?
Ma ora basta. Dei suoni della Natura devo riflettere e dire in futuro. E devo dire meglio dei suoi profumi, come quello dell’uva fragola, che in questi giorni è solo pampini e minuscoli grappoli verdastri, ma sta già gonfiandosi di sole.

20 . Per fare una casa ci vuole un albero

sibilliniCome fosse la nostra casa quando l’abbiamo incontrata e presa l’ho raccontato nei primi post di questo blog; ad esempio in questo : brulla, bruciata quasi dal sole, senza altra ombra che una generosa ma solitaria robinia sull’aia e qualche olivo nei campi. I primi interventi sono stati impegnativi in tutti i sensi: il tetto, le finestre, le porte, i pavimenti, i servizi che mancavano quasi completamente. E poi abbiamo fatto allacciare la linea telefonica perché, oltre venti anni fa, i cellulari erano davvero primordiali e abbiamo fatto migliorare la rete elettrica che era primitiva e poteva accendere, se andava bene, solo qualche lampadina. Insomma grandi e costosi lavori, fatti tutti  con la nostra partecipazione attiva e in particolare grazie all’opera, di mani e di testa, di mio marito Giuseppe che non risparmiava né fatiche né entusiasmo. Conclusa questa fase mi sono guardata intorno e mi sono detta: e gli alberi?
Non potevo pensare a una casa di campagna che non fosse circondata da verde, da colori, da erbe aromatiche e officinali.
E così abbiamo iniziato a piantare. E non abbiamo più smesso.
Abbiamo studiato libri, consultato agronomi, ascoltato i contadini ma poi abbiamo, ancora una volta, seguito il cuore e il gusto. Dunque arbusti, oleandri, rose, erbe officinali, rosmarino, salvia, alberi da frutta, alberi, alberi e ancora alberi.
Da frutto e non solo.
E adesso la nostra selva verde è cresciuta tanto da poter fornire legna che otteniamo quando qualche albero viene potato o, per disavventura, si secca.

La nostra casa

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